Sigari tradizionali nel Terzo Millennio

di Gabriele Zippilli

La Compagnia Toscana Sigari è nata per produrre e vendere sigari di qualità a filiera corta, nel rispetto di una secolare tradizione tramandata da generazioni.

Siamo animati dalla passione per il tabacco e per il territorio ove tutto è iniziato: la Valtiberina toscana.  

Per valorizzare la tipicità della sua tabacchicoltura e la sua storia secolare abbiamo assunto un approccio nuovo per progettare e produrre sigari figli del territorio.

Il punto di partenza è la conoscenza approfondita della nostra terra, delle caratteristiche del terreno di ogni singolo appezzamento: a seconda della loro composizione, infatti, possiamo ottenere tabacchi molto pesanti, ricchi di forza, nicotina e aromi, oppure tabacchi più leggeri, molto combustibili e meno carichi di forza, ma ricchi di sfumature aromatiche.

Le differenti condizioni pedoclimatiche influenzano qualsiasi coltura, lo sappiamo, ma le differenti caratteristiche dei singoli appezzamenti, anche nel medesimo territorio, sono una variabile che in Italia non è mai stata molto considerata in relazione alla produzione dei sigari. All’attenzione che poniamo a quest’aspetto coniughiamo una conoscenza agronomica approfondita di tutte le linee varietali del Kentucky e uno studio scientifico dell’interazione di ogni specifica varietà con ogni specifico terreno. Questa sinergia permette di ottenere grandi risultati sui manufatti finali, anche grazie a tecniche colturali specifiche.

Questo approccio così strutturato, che ci permette di progettare ogni singolo sigaro già a partire seme e dall’appezzamento sul quale andremo a impiantarlo, è una novità assoluta perché nel nostro paese c’era sempre stata una separazione netta tra fase agricola e fase manifatturiera.
In passato, infatti, non venivano prese in considerazione né le linee varietali né i terreni di provenienza, ma solo la zona geografica di produzione: fino a non molto tempo fa operava una rete nazionale di agenzie territoriali dell’ex Monopolio che acquisiva il tabacco direttamente dai coltivatori e lo smistava alle manifatture, dopo averlo classificato nei diversi gradi in base a determinate caratteristiche (ad es. corona fogliare, integrità, colore, elasticità, sviluppo ecc.). 
Queste agenzie agivano da trait d’union tra fase agricola e fase manifatturiera le quali restavano però nettamente separate: le manifatture, così, ricevevano il tabacco cernito e condizionato dalle agenzie, lo verificavano e assemblavano il sigaro secondo una serie di parametri e alla provenienza regionale, ma nessun’altra informazione era ritenuta d’interesse.

La Compagnia Toscana Sigari ha deciso di superare questo vecchio approccio e di chiudere la filiera sul territorio: questo è stato possibile anche grazie alla flessibilità di un’azienda come la nostra, slegata dalla logica della produzione di scala. I primi sigari che abbiamo messo in commercio, i Mastro Tornabuoni , sono stati una novità assoluta non solo per la costruzione long filler con le foglie strippate a mano, ma anche perché sono dei puros, cioè sono composti di Kentucky proveniente da un unico territorio, la nostra Valtiberina. La sfida successiva era progettare e realizzare sigari Grand Cru composti unicamente di Kentucky di una specifica linea varietale, coltivata su un singolo appezzamento di terreno e solo su quello. Il Tornabuoni Cospaia , il Tornabuoni Lustro e l’ Orciolo sono il risultato dei nostri sforzi in questa direzione, ma non ci siamo fermati qui. L’ultimo nato, il Tornabuoni Borbonico, è anche il nostro primo Grand Cuvée, così definito perché il blend è composto da tabacchi provenienti da due diversi areali, selezionati col medesimo criterio impiegato per il Grand Cru. Molto resta ancora da esplorare…